martedì 20 settembre 2011

078

Aggrappato alla strada cercava una meta per quel viaggio, ma non era capace, era stato da sempre vincolato alle tratte del sabato pomeriggio verso il centro commerciale, e allora si immaginava addii e persone ad attenderlo al ritorno, quando posava soddisfatto le buste della spesa sul tavolo della cucina.

giovedì 15 settembre 2011

077

Figura sinistra incombe sulla città di destra
(dove destra e sinistra non sono aggettivi ma le mani che hanno impugnato la penna)

sabato 27 agosto 2011

076

Scrivere 100 volte alla lavagna "guarire l'anima con i sensi, e i sensi con l'anima"

venerdì 26 agosto 2011

075

La maggiore delle nipoti del parroco del paese era stata un maschiaccio per tutta l'infanzia e fino ai 16 anni, quando era ancora secca come un ramo spezzato d'inverno e giocava a pallone nel campetto dell'oratorio. Poi la sua primavera le esplose addosso, e non la si poteva più tenere in mezzo ai ragazzi della squadra di calcio, e ai loro padri e ai vecchi del campo di bocce. Quando decisi di corteggiarla erano passati alcuni anni, e aveva rughe sottili intorno alla bocca.

mercoledì 13 luglio 2011

073

Sono stato assente per un po', ho ricordi confusi. Oggi mi hanno traghettato su un vecchio legno tenuto insieme dagli strati di vernice e dalle incrostazioni. Un ragazzo brunito dal sole armeggiava coi remi come forchette in un piatto di spaghetti: li attorcigliava alle onde e con questa insolita tecnica avanzava tra i flutti a singhiozzo, infilandosi tra gli scogli e lasciandomi a terra.

lunedì 2 maggio 2011

072

Il Nero, il Rosso e il Banco che vincono sempre.

071

A un amico avevano regalato un computer di seconda mano, americano, "molto grande", doveva certamente essere un affare.

domenica 1 maggio 2011

070

Un pensiero ai picnic del primo maggio di una volta, con le bandiere rosse sventolanti a impregnarsi di fumo di salamelle e di vento di primavera

mercoledì 20 aprile 2011

065

Accompagnato dalle forze dell'ordine, curvo con una coperta sulle spalle, ripeteva soltanto: "Sono stato trombato, sono stato trombato, sono stato trombato".

lunedì 18 aprile 2011

064

Faceva caldo, ma il fatto che nessuno di noi avesse nient' altro da dire aveva raffreddato di colpo la serata. 

063

La terrazza del palazzetto dello sport era gremita di padri che assaporavano una sigaretta sotto al tiepido sole. Nel parcheggio sottostante alcune ragazze dai tacchi alti e dagli occhiali larghi chiacchieravano lanciando sorrisi e aggiustandosi di continuo i pantaloni dalla vita esageratamente bassa.

062

L'infermiera del reparto di pediatria aspettava la fine del turno e usciva sulle scale antincendio per accendersi una sigaretta.

venerdì 15 aprile 2011

061

Un mare di parole, quelle degli altri, rimbalzavano come una risacca davanti alle sue indecisioni, mentre uno sguardo fatto di intenzioni si fissava lontano.
Era un viaggiatore potenziale, e aspettava il vento giusto per salpare dal tavolo del bar.

060

Un fardello di cui gli sembrava impossibile liberarsi era diventata la vera ragione per cui continuare a infilare i passi ogni giorno nel solco di quelli del precedente.

059

La vera passione del barista (che durante i suoi tempi d'oro era stato la voce solista di un gruppo rock, ed era corteggiatissimo e biondo) era dedicarsi alla cura dei limoni nel giardino al di là della strada.

058

L'uomo irrompe nella tenda annunciando che siamo al livello sette!

lunedì 11 aprile 2011

057

Nel pomeriggio assolato la bidella cominciava un lavoro invisibile nella scuola deserta, passando la scopa e pulendo i tavoli di tutti i segni a testimonianza della noia mattutina della gioventù messa a spurgare nella stanza come lumache in un secchio.

056

Il minimarket era specializzato in carni, verdure, frutta, prodotti da forno, ed era aperto tutti i giorni, comprese le domeniche mattina. Sui prodotti c'erano i prezzi su etichette arancioni, ti offrivano il caffè e avevano buste di plastica resistente, che non si rompevano mai. Dietro al banco di macelleria c'era una bacheca con cartoline, foto e ritagli di giornale di clienti da tutto il mondo, che passavano di lì in villeggiatura, e la cosa faceva sentire in vacanza, e dava alla spesa un senso di esotico, e il sapore del ricordo di certe botteghe dei paesini delle vacanze a casa dei nonni.

055

Dal bosco di cipressi comparvero l'abbazia e il suo monaco. Ci salutarono con cortesia ma mantenendo un certo distacco. Silenzio e rispetto.

venerdì 8 aprile 2011

054

Lo sguardo fermo della propaganda era al tempo stesso severo e rassicurante, e la sua onnipresenza suonava come un mantra nell'animo timoroso e malfidente della gente.

053

L'agente immobiliare trattava piccoli monolocali uso foresteria, ma aveva ambizioni e modi da grande affarista, e cercava di dimostrarlo segnando il suo passaggio con la grossa monovolume dai vetri scuri.

martedì 5 aprile 2011

050

Con la sicumera di un navigato docente universitario mi illustrava le problematiche legate al suo progetto.

049

Lungo la statale assolata, all'ombra dei capannoni si consumavano le contrattazioni coi clienti. Gli arredi urbani erano gli accessori di questa alcova pomeridiana.

048


La vista offuscata da un aperitivo.

047


Una lunga doccia calda nella piccola stanza lungo l'autostrada.

046


La ragazza abitava all'ultimo piano di un vecchio palazzo, senza ascensore. La sera passava ore a osservare la città al di là del vetro. Faceva foto in bianco e nero e collezionava biglietti e lettere smarriti.

045


Il ragazzino aveva un sogno: disegnare cartoni animati.

lunedì 4 aprile 2011

044

"Secondo te è un luogo pubblico?"  pronunciando in un dialetto stretto qualcosa di simile un aspro contadino ci apostrofò di andarcene dalla radura di fronte al suo castello aggrappato alla cima del colle.

martedì 29 marzo 2011

043


Tante facce tutte uguali, da una parte e dall'altra, e tante storie diverse.

lunedì 28 marzo 2011

042


Al corso di lingua straniera c'era un ragazzo che somigliava a un disegno.

041


Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla sua bocca.

domenica 27 marzo 2011

040

Una ragazzina con lo sguardo concentrato, come se fosse sola con la palla in un prato, e non in mezzo al palazzetto gremito di gente, tirava battute ad effetto che nessuno riusciva a contrastare.

039

I capelli come una cornucopia, mi sorrideva una ragazza mai vista lì, in mezzo ai sali, ai tabacchi, alle gomme allo xilitolo e ai gratta e vinci.

sabato 26 marzo 2011

038

Il ragazzone indossava uno strano copricapo bianco. Pranzava alla trattoria pensando al suo venerdì sera imminente, e scrutava con attenzione il cellulare sul tavolo, e i fianchi della cameriera.

giovedì 24 marzo 2011

037

L'uomo si dirigeva a tutta velocità verso una meta, ignorando quale fosse, ma il modo di affrontare la strada lo faceva sentire vivo.

mercoledì 23 marzo 2011

036

Tutte le mattine la nonna faceva colazione al bar della nipote, sfogliava un quotidiano e sussurrava i titoli di cronaca come se pregasse.

martedì 22 marzo 2011

035

La giovane madre con lo sguardo di ghiaccio esaminava scarpe da bambina sugli scaffali, con aria intransigente e spietata.

lunedì 21 marzo 2011

034

Un bambino giocava da solo nel corridoio. Aveva super poteri e raggi che lanciava dalle mani, poteva distruggere tutto. Lo osservavo completamente immerso nel suo gioco, e mi è sembrato che si sorprendesse lui stesso dell'effetto dei suoi poteri. Ogni tanto passavano dei bambini che, presi da altre cose, lo ignoravano, ma la cosa non faceva differenza, lui li inceneriva senza pietà.

sabato 19 marzo 2011

033

Completamente dissennato dalla sua insofferenza verso la pioggia, uscendo dalla fiera dell'arte un uomo si riparava inutilmente dall'acqua sotto una tela di Fontana.

032

La ragazza del gallerista stava in piedi, cercando di sistemarsi i collant, messa all'angolo da un paio di tele di Schifano e da un disegno di Campigli.

venerdì 18 marzo 2011

031

Una coppia di turisti passeggiava per il centro storico, guardando le case e i comignoli.
In un punto assolato lungo le mura lei lo fotografava, e lui nascondeva l'imbarazzo facendo smorfie col sole in faccia.

giovedì 17 marzo 2011

030

In realtà non aspettava l'autobus, ma fermarsi vicino alla pensilina dava un'aria meno sospetta. La luna era più grande del solito, le ultime auto rientravano verso i dormitori. Era un angolo tranquillo dove non arrivavano le notizie di guerra e di catastrofe imminenti, ed era più semplice mandare un sms di nascosto senza farsi intaccare da sguardi accusatori.